Cascata delle Marmore

A soli 7 km dalla città di Terni si trova la famosissima Cascata delle Marmore, sicuramente una delle visioni naturali più emozionanti e più belle d'Italia ed una tappa fondamentale delle passeggiate nei dintorni di Terni. La Cascata delle Marmore venne realizzata dal console Curio Dentato nel 271 a.C.; essa convoglia nel fiume Nera le acque del Velino che un tempo ristagnavano nella sovrastante pianura di Rieti. Sulle origini della cascata c'è una leggenda: una ninfa di nome Nera si innamorò di un bel pastore: Velino. Ma Giunone, gelosa di questo amore, trasformò la ninfa in un fiume, che prese appunto il nome di Nera. Allora Velino, per non perdere la sua amata, si gettò a capofitto dalla rupe di Marmore. Questo salto, destinato a ripetersi per l'eternità, si replica ora nella Cascata delle Marmore.

Le sue acque discendono a precipizio per 165 metri dividendosi però in tre salti di cui il primo, che è il più alto, è di circa 80 metri. Il nome deriva dai sali di calcio presenti sulle rocce che sembrano simili a marmo. Le acque della cascata sono sfruttate intensamente per la produzione di energia elettrica, nella centrale di Galleto. Questo fa sì che la cascata vera e propria non sia continuamente funzionante, ma per la maggior parte del tempo si riduca alle dimensioni di un torrente. Il bacino del lago di Piediluco funge da serbatoio idrico per la centrale, costruita nel 1929, capace di produrre energia elettrica con una potenza di circa 530 MW. Per regolare il funzionamento della centrale e per permetterne la visione a tutti, in orari e periodi definiti, la cascata viene fatta funzionare alla massima portata: un segnale acustico avvisa dell'apertura delle paratoie di regolazione, e in pochi minuti la portata aumenta fino al valore massimo. Normalmente, la cascata funziona un paio di ore al giorno, con orari di funzionamento prolungati in occasione di giorni festivi. Si accede ai punti di osservazione migliori previo pagamento di un biglietto d'ingresso.